ROMA - “Il Decreto dignità con le restrizioni introdotte sulla pubblicità ha avuto conseguenze negative, negli ultimi anni il gioco illegale è cresciuto fino ai 25 miliardi di euro stimati attualmente. Da questo punto di vista è stato un fallimento. Qualche colpa è anche del settore, che aveva esagerato con la comunicazione pubblicitaria e ha alla fine spinto il governo ad intervenire nel 2018. Stake sta entrando in tutti i principali mercati regolamentati e guarda con attenzione un possibile cambiamento. Credo sia ora di intervenire e migliorare le cose, in particolare sulla pubblicità del "responsible gaming". Naturalmente regolatore e operatori devono lavorare insieme. Il ritorno sugli investimenti (Roi) con le campagne di entertainment attualmente consentite non si può misurare, è difficile quantificare il tasso di conversione in nuovi conti gioco. La concorrenza è distorta, noi partiamo da zero ma ci deve essere un ritorno”. Lo ha detto Fabio Angeli Bufalini, country director di Stake, colosso online che ha recentemente acquisito una concessione italiana, durante Ige 2025 in corso a Roma. “L'aspetto positivo è che le autorità italiane, a partire da Agcom, hanno intenzione di lavorare con l’industria. C’è anche un caso pendente alla Corte di Giustizia Europea che potrebbe avere esiti rilevanti”.
NT/Agipro