ROMA - «Oggi è un momento speciale, dopo un restauro che è durato 15 anni. Siamo qui a illustrare una modalità che dovrebbe diventare la norma: un restauro non è mai definitivo, al suo termine serve una grande opera di cura manutenzione. Noi abbiamo trovato in Lottomatica chi si è preso cura di questo monumento, permettendoci di aggiungere ogni volta un elemento nuovo». Così Francesco Prosperetti, Soprintendente per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma, durante la presentazione della nuova illuminazione della Tomba di Giulio II, a San Pietro in Vincoli, dove è esposto il Mosé di Michelangelo.

AG/Agipro