ROMA - Il Tar Lazio ha momentaneamente ridotto a 2.800 euro i canoni mensili dovuti da dieci sale bingo per la proroga delle concessioni, in attesa della decisione della Corte di Giustizia Europea sui ricorsi presentati dagli operatori relativi alla stessa questione. A stabilirlo è l'ordinanza della Seconda sezione pubblicata oggi. Più in dettaglio, i giudici hanno sospeso il diniego dell'Agenzia Dogane e Monopoli alla richiesta del "taglio" fatta dai concessionari, stabilendo «di versare a carico di ogni singolo concessionario e a garanzia degli interessi patrimoniali dell’amministrazione la somma di euro 2.800 mensili a titolo di canone concessorio e, per la restante parte e fino a copertura dell’intero ammontare del canone rideterminato dall’amministrazione (pari ad euro 7.500), di prestare idonea fideiussione bancaria o assicurativa (ulteriore rispetto alla cauzione già prestata)», che dovrà essere «proporzionata alla differenza del canone concessorio non corrisposta per tutto il periodo del rapporto». Il Collegio ha inoltre ordinato la sospensione del processo, sempre in attesa della decisione dei giudici comunitari. «Il Tar ha accolto la domanda cautelare promossa da concessionari bingo titolari di dieci sale riducendo l’importo mensile dovuto a titolo di proroga tecnica ed al contempo ha disposto la sospensione del procedimento in attesa della definizione del giudizio di altri ricorrenti davanti la Corte Ue», spiega Luca Giacobbe, avvocato dei concessionari. «La pronuncia fa seguito ad altri precedenti del Consiglio di stato che aveva concesso analoghe misure ad altri - prosegue - ma stavolta ha un suo interesse in quanto interviene a pochi giorni dall’entrata in vigore della proroga onerosa che la legge di bilancio 2023 ha incrementato di un ulteriore 15% a carico dei concessionari», conclude.
RED/Agipro