ROMA - Torna a 2.800 euro il canone concessorio dovuto dalle società del bingo per la proroga onerosa delle concessioni. A stabilirlo è l'ordinanza del Consiglio di Stato con cui - per le aziende aderenti all'associazione Ascob - è stata sospesa l'esecutività della sentenza del Tar Lazio, che aveva invece confermato l'innalzamento a 7.500 euro mensili i versamenti dei concessionari. Le società - rappresentate dagli avvocati Luca Giacobbe e Matilde Tariciotti - avevano successivamente presentato appello a Palazzo Spada. «Nei limiti della cognizione cautelare - si legge nell'ordinanza della Settima sezione - possono essere favorevolmente apprezzate le prospettazioni difensive articolate dalla parte appellante, anche avuto riguardo alla possibilità di adire in via pregiudiziale le Corti superiori, costituzionale ed europea». Nel bilanciamento degli interessi, prosegue il Collegio «appare allo stato prevalente quello volto al mantenimento della res adhuc integra fino alla decisione definitiva della causa nel merito, avuto riguardo all’entità delle polizze fideiussorie da escutere e delle somme di denaro da recuperare». Il canone rimarrà a regime ridotto fino alla decisione definitiva della causa, la cui udienza di merito è stata fissata il prossimo 20 settembre.
LL/Agipro

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