ROMA - Il Tar del Lazio ha accolto nuovi ricorsi di concessionari del Bingo contro la proroga tecnica onerosa delle concessioni per il biennio 2023-2024, prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Secondo i giudici amministrativi, il provvedimento adottato dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non è compatibile con il diritto europeo, come stabilito dalla sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea del 20 marzo 2025. Le proroghe delle concessioni senza indire una nuova gara, si legge nelle sentenze del Tar Lazio, sono modifiche sostanziali dei contratti ed entrano in contrasto con la direttiva europea del 2014 che regola i rapporti concessori.
Nel caso in esame, la misura di Adm stabiliva un canone di proroga fisso per tutti i concessionari e aumentato del 15% per poter proseguire l'attività fino al 31 dicembre 2024. L'Agenzia dovrà quindi ricalcolare un nuovo canone che non dovrà essere uguale per tutti gli operatori, ma proporzionato ai ricavi e ai costi effettivi delle società attive nel settore. Come sottolinea il Tar del Lazio, modifiche sostanziali ai contratti di concessione sono permesse in alcuni casi particolari, fra cui però non rientra quello del Bingo.
DVA/Agipro
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