ROMA – Si è chiusa con il proscioglimento di tutti i 21 imputati – richiesto dalla procura di Prato e accolto dal Tribunale - la maxi inchiesta partita dall'operazione “Doppio Jack” nel 2017, e che al centro vedeva una rete di sale in cui gli apparecchi erano collegati a un server maltese. Poco meno di sette anni fa, infatti, nel corso di un blitz della Guardia di Finanza erano scattati sette arresti, oltre al sequestro di 14 sale da gioco più altri beni immobili e mobili per un valore complessivo di oltre 8,5 milioni di euro. In diverse sale - sulla carta circoli culturali o associazioni sportive dilettantistiche, ma di fatto esercizi abusivi - si giocava su apparecchiature non collegate al server dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, bensì ad alcune piattaforme maltesi, di conseguenza illegali. L'accusa era quella di associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo del gioco d'azzardo e alla truffa. Nel frattempo, però, una sentenza della Cassazione ha declassato tale reato a illecito amministrativo. Da qui la richiesta del pm di Prato del “non luogo a procedere” per i 21 imputati, che ha portato al loro proscioglimento da parte del gup Francesca Scarlatti.
GM/Agipro
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