ROMA - Nonostante il divieto di legge, nei circoli privati di tutta Italia si è continuato a giocare a poker. Secondo stime delle associazioni di settore, nel 2014 il giro d'affari è stato di 250 milioni di euro. Ai sequestri delle forze dell'ordine hanno fatto spesso seguito i dissequestri nei tribunali, in uno stato di perdurante incertezza giuridica. La giurisprudenza ha in parte valutato legittimi i dinieghi opposti a richieste di nulla osta per tornei nei circoli, motivando tali decisioni con la mancata emanazione del regolamento. In altri casi, l'organizzazione di tornei è stata considerata possibile, ritenendo che proprio la mancanza di regolamentazione fosse penalizzante per le aspettative delle imprese e dei cittadini.
Altro canale in cui il gioco sopravvive in maniera totalmente lecita è quello dei tornei organizzati nei quattro casinò italiani (con appuntamenti anche nelle sale estere) dai principali concessionari che offrono il gioco in modalità online. In occasione dei tornei sul web vengono spesso messe in palio le partecipazioni alle fasi finali dal vivo, a cui spesso partecipano anche grandi campioni del poker live.
MF/Agipro