ROMA – L’Agenzia delle Entrate sta chiudendo i procedimenti per i giocatori di poker live finiti nel mirino durante l’operazione “All In”, per le vincite ottenute in tornei all’estero nel 2008 e nel 2009. L’ultimo caso riguarda Carlo Braccini: a lui, come ad altri giocatori, il fisco aveva chiesto le imposte su tali somme, una decisione contro la quale il giocatore si era appellato, arrivando fino alla Corte Europea. I giudici di Lussemburgo avevano quindi dato ragione ai player, ribadendo l’illegittimità della normativa italiana in materia (che tassa le vincite realizzate in Stati esteri ed esonera, invece, da tassazione quelle ottenute nei casinò nazionali). A Braccini è dunque arrivata in questi giorni la comunicazione ufficiale dell'Agenzia delle Entrate che annulla tutti gli avvisi di accertamento. Una decisione presa «alla luce» delle argomentazioni e dei precedenti giurisprudenziali addotti dallo stesso giocatore, che aveva presentato istanza di autotutela, per evitare di continuare a ricevere ulteriori procedimenti di appello giudiziario dell'Agenzia. AG/Agipro