TORINO - La Giunta regionale del Piemonte ha approvato, su proposta degli assessori regionali alla Sanità, Antonio Saitta, e all’Istruzione, Gianna Pentenero, il disegno di legge per il contrasto al gioco d’azzardo patologico annunciato nelle scorse settimane. Gli obiettivi e le azioni previste dalla proposta sono il contrasto alle dipendenze da gioco patologico (Gap) attraverso il trattamento terapeutico ed il recupero dei soggetti che ne sono affetti ed il supporto delle loro famiglie nell’ambito delle competenze regionali in materia socio-sanitaria; la prevenzione dell’insorgere di patologie da Gap attraverso azioni di informazione, sensibilizzazione, comunicazione, strutturate sull’intero territorio piemontese con continuità, tra le quali rientra la estensione del numero verde regionale ad un servizio specifico di primo ascolto, assistenza e consulenza telefonica; la formazione dei soggetti coinvolti: giocatori, famiglie, gestori delle sale gioco.

Per tutelare determinate categorie di soggetti maggiormente vulnerabili e per prevenire fenomeni da Gap, inoltre, il testo prevede divieti relativi alla collocazione degli apparecchi per il gioco d’azzardo e alla pubblicità dei locali che li prevedono. Nello specifico è vietata la collocazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in locali che si trovino ad una distanza percorribile di 500 metri da istituti scolastici di ogni ordine e grado, luoghi di culto, impianti sportivi ospedali, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-sanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori, istituti di credito e sportelli bancomat, esercizi di compravendita oggetti preziosi ed oro usati. In merito, inoltre, agli esercizi commerciali, le aperture delle sale gioco e le sale scommesse sono assoggettate ai vincoli ed agli obblighi dettati dagli indirizzi generali e criteri regionali per l’insediamento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande. Il testo varato dalla Giunta sarà sottoposto all’esame del Consiglio delle Autonomie locali e successivamente del Consiglio regionale per la definitiva approvazione.
RED/Agipro