ROMA - «Questa ricerca riporta al centro l'aspetto ludico del gioco che, analizzando gli stili di vita, valorizza il tempo libero delle persone». Lo ha spiegato Ferdinando Pagnoncelli, presidente Ipsos, nel corso della presentazione del rapporto "La percezione del gioco d’azzardo in Italia", della Fondazione Bruno Visentini, realizzato su incarico della Fundacion Codere. «Viviamo in un'epoca di percezioni. Ogni anno portiamo avanti migliaia di ricerche, il dato ricorrente è il livello di informazione vacillante. Abbiamo iniziato a misurare lo scostamento tra dati ufficiali e la percezione dei cittadini. Per il gioco, poi, dobbiamo fare i conti con dati strutturali del nostro paese, come la bassa scolarizzazione, che comporta un "analfabetismo numerico". A volte si enfatizza la percezione di un fenomeno per mostrare preoccupazione. Ma si rischia che i pregiudizi rendano una visione sbagliata, come ad esempio abbiamo rilevato nella percezione del gioco come "tassa sui poveri", ha aggiunto.

«Il gioco è un frammento di felicitá nella giornata, altrimenti non avremmo avuto i riscontri che emergono dalla ricerca, che punta su quelli che definiamo "consumatori", non giocatori - ha detto ancora Pagnoncelli - In un'epoca di post veritá si cerca la conferma dei pregiudizi, si prova a non mettere in discussione il proprio sapere».


PG/Agipro