ROMA - Una sala scommesse può subire un provvedimento di sospensione di attività, qualora si certifichi la frequentazione assidua da parte di soggetti con precedenti penali o potenzialmente in grado di minare alla sicurezza pubblica. È quanto stabilito da una sentenza del Tar Veneto che ha definitivamente stabilito la legittimità della decisione del Questore di Padova che aveva disposto la chiusura di una Videolottery per giorni 30.
Il ricorrente si era opposto al provvedimento ottenendo una sospensione cautelare in attesa che il giudice valutasse le informazioni su cui si fondava la decisione del Questura. Il caso aveva avuto origine dalla valutazione di fatti penalmente rilevanti accaduti nel corso dell’ultimo anno e che si erano verificati all’interno e nei pressi della sala gioco e scommesse.
I fatti esaminati avevano preso in considerazione gli arresti di due cittadini extracomunitari responsabili di spaccio di stupefacenti, i quali spesso attendevano i “clienti” all’interno dell’attività. A questi episodi si sono aggiunti ulteriori controlli durante i quali è stato documentato che all’interno della sala scommesse fossero presenti persone non in regola con le norme sull’immigrazione e con precedenti penali per reati contro la persona, il patrimonio e gli stupefacenti.
Lo scorso 5 maggio la Questura notificava il provvedimento amministrativo di chiusura per trenta giorni, chiusura che a seguito dell’accoglimento della sospensione cautelare permetteva all’esercizio di riaprire il 22 maggio. Il 16 giugno, il Tar Veneto ha pubblicato la sentenza definitiva di primo grado con cui ha riconosciuto la legittimità della decisione della Questura con conseguente obbligo per il gestore di scontare il residuo periodo di chiusura di 12 giorni.
Nella sentenza si legge, infatti, che “durante tutti i controlli è emerso che un numero cospicuo di avventori del locale fosse attinto da precedenti penali e di polizia, perlopiù concernenti reati in materia di immigrazione e di stupefacenti. Pertanto non sussiste nessun vizio di irragionevolezza rispetto alla conclusione della Questura di Padova per cui la sala scommesse sia diventata luogo di ritrovo per pusher della zona con conseguente pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica”.
FRP/Agipro