ROMA - «La percentuale dei ragazzi che dichiarano di aver giocato almeno una volta all'anno è calata dal 54% al 48%: questo dimostra che le campagne di sensibilizzazione sui rischi del gioco hanno avuto qualche risultato». Lo ha detto Luca Dondi, amministratore delegato Nomisma, nel corso della presentazione dell'Osservatorio Gioco e giovani di Nomisma. «Si consolida la componente maschile tra i giovani giocatori, molto più rilevante (59%) rispetto a quella femminile (38%). Hanno una propensione maggiore al gioco gli studenti degli istituti professionali ( 57%), del sud o delle isole (55%) e coloro che hanno amici o un familiare che gioca (66%): questo vuol dire che bisogna coinvolgere anche la famiglia nelle campagne di dissuasione nei confronti di certe pratiche». Solo «il 5% dei giovani è "sensibile" alla pubblicità: un dato che dimostra che non è l'unico elemento di attivazione per i giovani giocatori. Non è solo attraverso il contenimento della pubblicità che si può pensare di preservare i giovani dai rischi del gioco», hanno spiegato da Nomisma.
Altri elementi di criticità, ha evidenziato ancora Dondi, sono il «rendimento scolastico (più basso per coloro che hanno una maggiore propensione al gioco), il consumo di energy drink, superalcolici e sigarette». Tra i ragazzi che hanno partecipato all'indagine, «la maggior parte gioca ai Gratta e Vinci e alle scommesse sportive (in agenzia o online)».
MSC/Agipro