ROMA - La legge di stabilità «ha di fatto cambiato il quadro impositivo del settore del gioco online, con il graduale passaggio ad aliquote basate sulla spesa per tutti i principali giochi»: è l’analisi dell’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano. I giochi di abilità a distanza sono passati da una tassazione sulla raccolta del 3% a un’aliquota sulla spesa del 20%, (che sarà applicata anche al Bingo a partire dal 2017). Per le scommesse sportive, la cui tassazione sulla raccolta era variabile in funzione del numero di eventi, il nuovo regime prevede invece un’aliquota del 22% per il gioco online e del 18% per il canale fisico. Una misura, rileva l'Osservatorio, «indirizzata alla lotta all’illegalità, alla protezione dei minori e alla tutela dei giocatori». Il passaggio al nuovo regime «determinerà, a parità di condizioni, una perdita di gettito fiscale che sarà tuttavia compensata, secondo le previsioni, dagli effetti positivi della maggiore competitività dei concessionari “italiani” nei confronti di quelli “.com” non soggetti a imposizioni fiscali». Un’altra novità per il settore è l’apertura di un bando di gara per 120 nuove concessioni di gioco a distanza, che prevede anche la possibilità degli operatori entrati nel 2011 di prorogare al 2022 l’attuale licenza. La gara - a cui potranno partecipare soggetti con la sede legale o operativa in uno degli Stati dello Spazio economico europeo - partirà il 1° maggio e si chiuderà il 31 luglio, e sarà necessario il versamento di un corrispettivo una tantum di 200mila euro. MSC/Agipro