ROMA - L'incremento, avverte lo studio dell'Osservatorio Gioco Online, non è però la pura e semplice conseguenza dell'aumento di giocatori e volumi giocati: in gran parte è determinato dalla progressiva “bonifica” della quota di mercato che fino a qualche anno fa confluiva nella raccolta illegale. Un'azione cominciata nel 2006 con l'istituzione della “black list” del gioco online e il contestuale blocco dei siti “.com”, non autorizzati. Oggi la lista nera comprende oltre 6000 indirizzi oscurati.
Altro passo decisivo è stata la “moral suasion” avviata dai Monopoli di Stato con alcuni colossi dell'online mondiale. In sostanza i provider internazionali sono stati invitati a “tagliare i rifornimenti” ai siti di gioco illegale che così si sono ritrovati in ginocchio nel panorama web italiano. Una manovra a tenaglia dunque: da una parte i siti oscurati, dall'altra l'alleanza con i maggiori fornitori di servizi a livello mondiale. Così, l'Italia ha combattuto e combatte la guerra dell'online illegale o non autorizzato.

MF/Agipro