ROMA - Le «"tagliole" regionali e comunali» chieste per il settore del gioco dopo le raccomandazioni dell'Osservatorio sulle dipendenze «dovranno sempre essere supportate da elementi istruttori certi ed attuali» che giustifichino «l’adozione di misure afflittive "extra ordinem" nei confronti di attività imprenditoriali pienamente lecite». È quanto sottolinea l'associazione As.tro dopo le "Considerazioni e valutazioni dell’Osservatorio" inviate la scorsa settimana agli assessorati regionali alla Sanità. «Siamo convinti che il Ministero della Salute non avrebbe mai suggerito alle Regioni l’adozione di misure che metterebbero in ginocchio un intero settore economico legale del Paese solo sulla base delle convinzioni personali dei componenti dell’Osservatorio», scrive l'associazione, ricordando che «proprio in forza di questa consapevolezza che abbiamo inviato allo stesso Ministero una formale istanza di accesso agli atti, al fine di verificare gli elaborati di ricerca sulla base dei quali sono state indicate le misure restrittive da adottare nei confronti degli operatori del gioco legale». L'associazione punta a ricevere nei prossimi giorni i documenti con le «specifiche indicazioni relative alla note metodologiche utilizzate, al campione di popolazione preso a riferimento, al periodo di svolgimento dell'indagine e agli enti di ricerca a cui lo studio è stato affidato». In caso di inasprimento della regolamentazione a livello locale «gli operatori del gioco legale tuteleranno in ogni sede i loro diritti, compreso quello al risarcimento dei danni».
RED/Agipro
Osservatorio gioco patologico, As.tro: "Ministero della Salute chiarisca i dati, per eventuali misure restrittive servono elementi certi"