ROMA - "La Corte ha risolto il quesito sulla base della giurisprudenza esistente ma ha aggiunto un profilo inedito. Ha rimesso al giudice nazionale la valutazione del singolo caso. La precisazione che “gli articoli 49 e 56 TFUE devono essere interpretati nel senso che essi non ostano, in linea di principio” consente di rimettere al giudice nazionale la possibilità di individuare le singole posizioni di operatori discriminati". È il commento dell'avvocato Daniela Agnello, che ha rappresentato Stanleybet nella causa alla Corte di Giustizia Ue, dopo la lettura dell'ordinanza dei giudici europei, pubblicata questa mattina.

NT/Agipro

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