ROMA - La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per Domenico Onorato, uno degli indagati dell'operazione "Mani in pasta" che a maggio 2020 aveva portato allo smantellamento dei clan storici nei quartieri palermitani dell’Acquasanta e dell’Arenella, parte del mandamento mafioso di Resuttana. Oltre 100 i soggetti a vario titolo indagati per associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio, estorsione, reimpiego di capitali illeciti. Tra le attività del clan, anche il controllo degli apparecchi da gioco e delle scommesse on line, oltre che delle frodi sportive nel settore ippico. Dalle indagini era emerso che Onorato «era risultato referente» del boss Giovanni Ferrante «nei settori dei giochi e delle scommesse on line». Aveva inoltre partecipato ad altri reati «accomunati dallo scopo di agevolare l'associazione mafiosa». Secondo la Cassazione, i giudici del Tribunale del Riesame di Palermo hanno giudicato gravi gli indizi di colpevolezza «sulla scorta di congrua motivazione» e la decisione di mantenere l'indagato sotto custodia cautelare è basata su una motivazione «adeguata e non illogica». Il ricorso dell'imputato è stato quindi rigettato. LL/Agipro