ROMA - Almeno tremila slot illegali piazzate dai clan calabresi e lucani in tutta Italia, che fruttavano annualmente un ricavo stimato in 200 mila euro l'anno per ogni apparecchio e, secondo le stime degli investigatori, un guadagno annuo di circa 593 milioni di euro. È quanto ha scoperto dalla Procura di Potenza nell'ambito dell'operazione “’Ndrangames”, che ha portato a 19 ordinanze di custodia cautelare. I particolari dell'operazione sono stati illustrati oggi, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa, a cui hanno partecipato, tra gli altri, il Procuratore della Repubblica del capoluogo lucano, Luigi Gay, il procuratore aggiunto Francesco Basentini. Il sistema messo in piedi dai clan era protetto da una sofisticatissima rete di server e cloud stranieri, e con un meccanismo di accesso realizzato da hacker, italiani ed europei, di altissimo livello Il gip ha disposto una misura di custodia cautelare in carcere, undici arresti domiciliari, sette obblighi di dimora, e il sequestro preventivo di sette società. Gli indagati sono complessivamente 200. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono di associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata, e raccolta dei proventi illeciti del gioco illegale on line attraverso strumenti informatici e telematici. Le indagini si sono svolte tra il 2012 e il 2015, con un coordinamento investigativo con le Dda di Catanzaro e Bologna. Il punto di partenza riguarda le attività illecite del clan di 'ndrangheta che fa capo a Nicolino Grande Aracri - tra gli indagati - di Cutro (Crotone), e i collegamenti con il clan lucano Martorano-Stefanutti. Le slot erano prive delle autorizzazioni dei Monopoli e sullo schermo riportavano semplici giochi dimostrativi: accedendo però al sistema criptato attraverso una card in possesso del gestore del locale pubblico, i giocatori entravano nel sistema vero e proprio, criptato e sostenuto da server stranieri, in Olanda, Grecia e negli Stati Uniti, architettato da hacker che potevano anche disattivarlo da un controllo remoto, per eludere i controlli delle forze dell'ordine e cancellare la cronologia delle operazioni. Le slot sono state scoperte in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli, Toscana, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio, Marche, Sardegna, Campania, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. RED/Agipro