ROMA - Il Gup del tribunale di Palermo, Claudia Rosini, ha condannato col rito abbreviato quattro dei sette imputati del processo "Mafiabet", con cui a inizio 2019 è stato assestato un colpo al monopolio sulle scommesse da parte della mafia nel regno di Matteo Messina Denaro, in provincia di Trapani. Associazione mafiosa e estorsione i reati contestati. Dodici anni per Salvatore Giorgi, accusato anche di corruzione elettorale, per il quale il giudice ha accolto le richieste del pm Francesca Dessì. Dieci anni e sei mesi per Francesco Catalanotto, che gestiva un centro scommesse. Due anni a testa, con esclusione dell'aggravante di mafia, per Paolo De Santo e Giacomo Barbera.
Giorgi è zio di Calogero John Luppino, il “re delle scommesse” del trapanese, sotto processo davanti al Tribunale di Marsala. La vicenda si era svolta attorno ai paesi di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Mazara del Vallo (Trapani). Le indagini avevano accertato la rapidissima ascesa imprenditoriale di Luppino nel mondo delle scommesse e giochi online, favorita dagli affiliati ai mandamenti mafiosi di Castelvetrano e Mazara del Vallo, che obbligavano i vari esercizi commerciali a installare le apparecchiature delle società di Luppino e Giorgi, a fronte di pesanti ritorsioni.
RED/Agipro
Operazione "Mafiabet", quattro condanne col rito abbreviato per associazione mafiosa e estorsione