ROMA - Benedetto Bacchi, arrestato oggi per concorso in associazione mafiosa e riciclaggio, secondo gli inquirenti, operava senza concessioni violando la normativa europea ed italiana sui giochi e le scommesse. Scoperta anche una colossale elusione fiscale: Bacchi dichiarava redditi risibili. Nel 2015 ha sostenuto di aver guadagnato 150mila euro lordi, secondo gli inquirenti ne ricavava almeno un milione al mese. Una copia dell'ordinanza di custodia cautelare a carico di Bacchi sarà trasmessa all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e all'Agenzia delle Entrate.
L'imprenditore aveva stretto un accordo con le famiglie mafiose palermitane che gli avevano fatto acquisire una posizione di monopolio nel settore dei giochi e delle scommesse in cambio di diverse centinaia di migliaia di euro. «Per questo nell'indagine contestiamo il reato di concorrenza sleale mediante minaccia», ha spiegato il procuratore aggiunto Salvatore De Luca, che ha coordinato l'inchiesta. «La mafia non si è fatta imprenditrice, si è limitata a mettere il brand. Bacchi poteva dire di avere Cosa Nostra dietro. In realtà solo in un caso si è fatta chiudere una agenzia intestata a due fratelli, negli altri casi non c'era neppure bisogno delle pressioni mafiose. Si sapeva che il settore era di Bacchi». RED/Agipro
Operazione "Game Over", scoperta colossale elusione fiscale: Bacchi dichiarava 150mila euro all'anno, ma incassava un milione al mese