ROMA - Sono stati confiscati in via definitiva dalla Guardia di Finanza di Roma i beni - per un valore di oltre 22 milioni di euro - degli esponenti del clan dei Casalesi e della criminalità organizzata di Acilia, coinvolti nel 2013 nell'operazione "Criminal Games". L'inchiesta di quasi sette anni fa, si legge in una nota delle Fiamme Gialle, aveva accertato l'esistenza «di una vera e propria joint-venture» tra esponenti di vertice della criminalità organizzata campana (del gruppo Iovine) e noti personaggi della malavita romana (legati al gruppo Guarnera) nel settore degli apparecchi da gioco. Le macchine venivano imposte nel territorio di Acilia agli esercizi commerciali «anche mediante ricorso ad azioni intimidatorie e violente»; il boss Mario Iovine aveva poi «aveva progressivamente esteso le sue illecite attività nel settore delle slot machine dalla Campania al Lazio, coinvolgendo soggetti già “addentrati”» nel comparto. La pericolosità del gruppo era stata confermata nel corso di successive operazioni. Il decreto di confisca eseguito oggi «determina la definitiva acquisizione dei beni da parte dello Stato» e «ha ad oggetto la quasi totalità di quanto sottoposto a sequestro e a confisca di primo grado», tra cui sette imprese e diverse unità immobiliari, per un valore superiore ai 22 milioni di euro. LL/Agipro
Operazione "Game Over": imponevano slot machine agli esercenti, confiscati dalla Guardia di Finanza beni per oltre 22 milioni ai clan di Acilia