ROMA - Erano tutti coinvolti a pieno nell'organizzazione criminale i sei imputati del processo "Gambling", per i quali la Cassazione ha confermato le condanne ricevute in appello. È quanto si legge nella sentenza della Quinta sezione penale sull'operazione condotta nel 2015 dalla procura Antimafia di Reggio Calabria, che portò a 41 arresti e a sequestri di beni per 2 miliardi di euro. Una trentina le persone, sia in carcere che ai domiciliari, accusate a vario titolo di aver gestito un giro di scommesse online dall'Italia verso l'estero e di rappresentare gli interessi nel settore della 'ndrangheta. I giudici supremi hanno respinto il ricorso di Paolo Sciumbata, Francesco Pesce, Pietro Monterosso, Emanuele Cotroneo, Pietro Verduci e Paolo Serpa. Le indagini, scrive la Cassazione, hanno confermato il loro «pieno inserimento» nel sistema criminale e «il concreto contributo alla vita del sodalizio». Per la Cassazione «rappresenta oggetto in fatto insuscettibile» la circostanza che «gli associati finivano per indirizzare i clienti verso modalità illecite di gioco». Nuovo processo d'appello, invece, per altri sei imputati, relativamente ad alcuni capi di imputazione tra cui intestazione fittizia e concorrenza sleale.
LL/Agipro