ROMA - Oltre a Caporaletti, la Corte ha confermato con motivazioni simili altre due ordinanze di custodia cautelare, emesse contro Terenzio Minniti e Giovanni Ciarfaglia. Nel caso di Minniti, la Seconda sezione ha ribadito anche l’aggravante del metodo mafioso nella commercializzazione dei prodotti, per Ciarfaglia è stata invece rilevata “la concretezza e l'attualità del pericolo di recidiva, alla luce delle modalità e natura  dei fatti commessi, realizzati con modalità ‘seriali’ e denotative di specifica ’professionalità’”. LL/Agipro