ROMA - La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare disposta dal Tribunale di Catania per Alessandro Lizzoli, Andrea Sterzi, Salvatore Bosco e Davide Cioffi, quattro indagati dell’operazione "Galassia", contro le infiltrazioni mafiose nelle scommesse online. È quanto si legge nei provvedimenti della Cassazione pubblicati oggi. Il blitz degli investigatori, condotto a novembre 2018 insieme alle Procure di Reggio Calabria e Bari, aveva portato in Sicilia a decine di arresti, molti dei quali riferiti ad appartenenti ai clan Cappello e Santapaola-Ercolano, e al sequestro di beni per circa 70 milioni di euro, in Italia e all’estero, oltre a un corposo numero di agenzie di scommesse e internet point nelle province di Catania, Messina, Siracusa, Caltanissetta e Ragusa. I reati contestati agli indagati andavano dall’associazione a delinquere di stampo mafioso all’esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, dalla truffa aggravata ai danni dello Stato al riciclaggio e all’autoriciclaggio. Nei casi presenti, i pesanti indizi di legami con i clan mafiosi giustificano la custodia cautelare. Per Lizzoli, in particolare, si sottolinea l'introduzione nell'organizzazione dei «virtual games» e di software illegali «nel circuito delle scommesse clandestine controllate dal sodalizio criminale». Bosco, invece, rivestiva il ruolo «dell'imprenditore colluso che instaura con la cosca un rapporto di reciproci vantaggi», attraverso la gestione dei siti illegali. Segnali che, oltre al rischio di reiterazione dei reati, rendono i ricorsi inammissibili. LL/Agipro