ROMA - Manca un quadro indiziario sufficiente per confermare la custodia cautelare di Antonio e Salvatore Lipari, due degli indagati dell’operazione "Galassia", contro le infiltrazioni mafiose nelle scommesse online. È quanto si legge nei provvedimenti della Cassazione pubblicati oggi. Il blitz degli investigatori, condotto a novembre 2018 insieme alle Procure di Reggio Calabria e Bari, aveva portato in Sicilia a 28 arresti, molti dei quali riferiti ad appartenenti ai clan Cappello e Santapaola-Ercolano, e al sequestro di beni per circa 70 milioni di euro, in Italia e all’estero, oltre a 46 agenzie di scommesse e internet point nelle province di Catania, Messina, Siracusa, Caltanissetta e Ragusa. I reati contestati a decine di indagati andavano dall’associazione a delinquere di stampo mafioso all’esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, dalla truffa aggravata ai danni dello Stato al riciclaggio e all’autoriciclaggio. In questo caso, però, la Cassazione ritiene che la ricostruzione del Tribunale di Messina mostri «un insufficiente approfondimento in merito alla valutazione della effettiva consistenza del quadro indiziario». Andava approfondita, secondo i giudici supremi, la «contestata attendibilità del collaboratore di giustizia» che ha fatto i nomi degli indagati; mancano inoltre «elementi di conferma circa gli evocati contatti con non meglio precisati esponenti della criminalità organizzata catanese» ed elementi precisi sulla «eventuale confluenza dei ricavi delle attività in una cassa comune della consorteria». Infine la Cassazione rileva «come intercorra un considerevole lasso di tempo» fra l'emissione della misura cautelare (alla fine del 2018) e la realizzazione del reato contestato (2015), «senza che alcun ulteriore elemento significativo sia stato evidenziato lungo il dispiegarsi dell'intero, ed assai rilevante, arco temporale successivo». Le ordinanze di custodia cautelare sono state dunque annullate con rinvio al Tribunale del Riesame di Messina per un nuovo esame. LL/Agipro