ROMA - Il gioco d'azzardo era «un'attività consequenziale agli interessi e ai guadagni» del clan, che aveva «un controllo sul territorio fortissimo: penso anche all’infiltrazione del gioco che viene messo nelle normali agenzie, che è finalizzato sempre a ottenere dei guadagni». Lo ha detto Francesco Messina, direttore centrale anticrimine della polizia di Stato, a margine della conferenza stampa dell'operazione Final Blow, scattata questa mattina a Lecce, nella quale sono state eseguite decine di ordinanze di custodia cautelare. «Le attività di indagine sono partite alla fine del 2017» e hanno svelato gli interessi del clan nel territorio leccese e anche in zone della provincia. Un altro interesse che abbiamo appurato che il clan Pepe curava con grandissima attenzione era quello del gioco d'azzardo», ha sottolineato Alessandro Albini, capo della squadra mobile.
MSC/Agipro