ROMA - La Squadra mobile di Lecce e il Servizio operativo centrale hanno eseguito un ordine di carcerazione per 72 persone, a Lecce e provincia, per associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di droga, estorsione, violazione della legge sulle armi ed esercizio aggravato del gioco d'azzardo, nel corso dell'operazione Final Blow scattata questa mattina, a cui hanno preso parte circa 400 uomini della Polizia. Le indagini hanno permesso di accertare la consolidata egemonia su Lecce del clan Pepe, facente capo a Cristian Pepe e a al fratello, Antonio, meglio noto con il soprannome di «Totti», e hanno evidenziato come il sodalizio criminale avesse ormai preso il controllo esclusivo delle principali attività criminali e del gioco d’azzardo. Le indagini hanno consentito di acquisire chiari elementi relativi agli interessi nella gestione delle cosiddette "bische clandestine", acquisendo il 40 % degli introiti, nonché il tentativo, da parte del reggente Totti Pepe, di condizionare, in suo favore addirittura i risultati di giochi gestiti dal Monopolio di Stato, cercando attraverso pressioni di ottenere agevolazioni nelle vincite per gli appartenenti al clan ed i loro familiari.
RED/Agipro
Operazione "Final Blow" a Lecce, gli interessi del clan Pepe nella gestione delle bische clandestine