ROMA - La Dia di Reggio Calabria, coordinata dalla Dda in esecuzione di un decreto del Tribunale, ha sequestrato beni per 22 milioni di euro a carico di Girolamo Giovinazzo, di 48 anni, di Cittanova, detto Jimmy, ritenuto contiguo alla cosca Raso-Gullace-Albanese di Cittanova. L'imprenditore, insieme alla moglie, è stato coinvolto, nel luglio 2016, nell'operazione "Alchemia" culminata con l'esecuzione di 42 misure cautelari emesse nei suoi confronti e di altri soggetti affiliati e contigui alla 'ndrangheta, indagati per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione ed intestazione fittizia di beni e società. L'indagine aveva svelato l'interesse della 'ndrangheta nei riguardi di alcuni settori strategici, tra cui la gestione di sale giochi e di piattaforme di scommesse online. Giovinazzo è stato assolto con sentenza del 18 luglio 2020 del Tribunale di Palmi, appellata dalla Dda. Tuttavia, sulla base del principio di autonomia tra procedimento di prevenzione e procedimento penale, la Sezione misure di prevenzione ha riscontrato elementi di prova valorizzabili in sede di misure di prevenzione «laddove è sufficiente provare l'appartenenza in senso lato a un'organizzazione criminale e non l'effettiva partecipazione». Così lo ha sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per tre anni. Dal punto di vista patrimoniale, sarebbe emerso come la crescita imprenditoriale sia stata agevolata nell'avvio e nell'espansione, dal ricorso a pratiche illecite. È stata così disposta la confisca che ha riguardato 5 società operanti nei settori turistico-alberghiero, agricolo, lavorazione del legname e trasporto rifiuti. RED/Agipro