ROMA - Uno studio norvegese - pubblicato da Norsk Tipping (monopolio statale del gioco) - ha rivelato che le chiamate proattive e mirate agli utenti a rischio possono ridurre significativamente l'attività di gioco, soprattutto quando si interviene tempestivamente sui segnali di allarme di comportamenti problematici.
Come riporta iGB, lo studio ha analizzato i dati degli account di 4.752 clienti, oggetto di chiamate di assistenza tra il 2022 e il 2024. I ricercatori hanno confrontato il comportamento nelle 12 settimane precedenti e successive ai tentativi di chiamata. Circa il 68,2% dei clienti ha risposto ad almeno un tentativo di chiamata e il 57,3% ha portato a termine con successo una chiamata.
Nell'intero campione, dopo la chiamata si sono osservate riduzioni significative in diversi indicatori. Tra questi, i giorni di gioco, le scommesse totali, le perdite nette, le perdite teoriche e il numero di depositi.
Lo studio ha dimostrato che durante le chiamate, il 43,7% dei clienti ha scelto di ridurre i propri limiti di perdita, mentre il 12,6% ha optato per l'autoesclusione e lo 0,7% ha preso una pausa temporanea dal gioco.
Nel dettaglio, le chiamate durante quel periodo venivano attivate quando i giocatori subivano grosse perdite all'interno di una specifica fascia d'età, oppure quando l'operatore segnalava perdite elevate tra i giocatori appena registrati. Altri indicatori chiave che hanno spinto a effettuare le chiamate sono stati lo stato di rischio elevato persistente o recente, secondo lo strumento Playscan di NT, che ha contribuito a rafforzare i segnali di allarme emersi dallo strumento di autovalutazione in tempo reale dell'azienda (Spillepuls).
FRP/Agipro
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