ROMA - La propensione al gioco non è uniforme e varia in modo marcato per tipologia di gioco, genere e contesto sociale e familiare degli studenti. Lo rivela l’ultimo “Young Millenials Monitor”, l’osservatorio dedicato ai giovani studenti dall’istituto di ricerca Nomisma. Vi sono alcuni fattori che incidono sulla propensione al gioco: innanzitutto il genere. L’incidenza è sensibilmente maggiore tra i ragazzi (59% rispetto al 38% delle ragazze). Altri fattori incisivi sono: area geografica, età, tipo di scuola frequentata e background familiare. La propensione al gioco è maggiore al Sud-Isole e al Centro rispetto al Nord (rispettivamente il 53% e il 54% dei giovani gioca, contro il 42% al Nord), per i maggiorenni (53% contro il 47% dei minorenni), negli istituti tecnici e professionali (rispettivamente 58% e 52% contro il 42% dei licei) e nelle famiglie in cui vi è un’abitudine al gioco (64% contro il 9% in famiglie non giocatrici).

RED/Agipro