ROMA - “La maggior parte delle sale chiuse era riferibile a soggetti senza autorizzazione, che si occultavano sul territorio con insegne di varia natura, spacciandosi anche come associazioni culturali. Abbiamo sanzionato diversi soggetti per le modalità di gioco illegale, dirottato su piattaforme estere clandestine che eludevano completamente il fisco”. E’ quanto dice ad Agipronews Vincenzo Nicolì, Dirigente della Prima Divisione del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine, fornendo maggiori dettagli sull’operazione “Reset”, condotta oggi dalla Polizia tra Bari, Napoli e Palermo. “Ad esempio a Bari siamo intervenuti su alcune sale abusive, posizionate vicino ad alcune scuole, su segnalazione dei genitori: non c’erano minori all’interno nel corso del controllo, abbiamo svolto un’attività preventiva. Nelle sale autorizzate deve essere ben visibile il divieto di accesso ai minori di 18 anni, mentre nelle sale clandestine questo divieto può essere tranquillamente ignorato, aumentando i pericoli per i più giovani. Il nostro obiettivo è tutelare chi vuole giocare per divertirsi nel rispetto delle regole ed evitare che si diffonda il fenomeno della ludopatia, anche minorile, che in ambiti criminali è più difficile da monitorare”.

PG/Agipro