ROMA - Il nuovo testo unico sui giochi della Liguria continua il suo cammino verso l'approvazione, rimbalzando tra polemiche e dibattiti in sedi istituzionali e non. Ieri se ne è parlato al Comune di Genova, in una commissione congiunta Pari opportunità, Sviluppo economico e Welfare, alla quale hanno partecipato associazioni e organismi di diversa ispirazione. «La convocazione è stata un po' un atto di correttezza istituzionale – dice ad Agipronews Clizia Nicolella, che fa parte del coordinamento di “Mettiamoci in gioco” - visto che il Comune di Genova ha già dato nei giorni scorsi un parere favorevole alla legge, senza neanche proporre emendamenti. E la legge ha ottenuto il placet del Cal (Consiglio delle Autonomia Locali, ndr)». Nicolella è schierata sul fronte del “no” al testo unico: «La mancata retroattività della legge è un problema enorme. Le sale da gioco e gli apparecchi attualmente in esercizio non potranno essere toccati. Inoltre manca il divieto di pubblicità. È vero che per le nuove aperture il distanziometro viene ampliato da 300 a 500 metri, ma fra i luoghi sensibili mancano gli asili, i bancomat e gli impianti sportivi». La giunta Toti si è difesa dalle critiche affermando che la nuova legge recepisce l'accordo concluso da Governo ed Enti locali il 7 settembre scorso. «Ma quella è un'intesa lacunosa – ribatte Nicolella – che fa perdere ai sindaci ogni controllo sui mini casinò che attualmente proliferano sul territorio, dove regnano incontrastate le pericolosissime videolottery. E comunque l'accordo Governo-Enti locali prefigurava una riduzione delle slot che non è presente nel nuovo testo regionale».
MF/Agipro
Nella foto, Clizia Nicolella intervistata da fivedabliu