ROMA - «Sia nei luoghi “generalisti”, sia nelle trasmissioni “generaliste”, devono essere monitorate e vanno capite e definite le specifiche condizioni all’interno delle quali queste informazioni possono essere date senza diventare tutt’altro, ovvero promozione e pubblicità del gioco a un pubblico indistinto». Lo ha chiarito il commissario dell'Agcom, Antonio Nicita, in un'intervista a Vita.it sulle linee guida dell'Autorità in materia di pubblicità dei giochi. «Una possibile soluzione è che nei luoghi fisici “generalisti” non possa essere fatta pubblicità, mentre possa essere fatta informazione (inlcuse d esempio le quote) nei luoghi specializzati. Il caso si complica laddove in luoghi “generalisti” siano previsti spazi specializzati. Anche qui il tema, a normativa vigente, è evitare che il divieto alla pubblicità si traduca in divieto al gioco», ha spiegato. «Lo stesso deve valere, a mio avviso, per i canali televisivi, dove la comunicazione però deve avere certe caratteristiche altrimenti ricadrebbe nel divieto», ha concluso. «Oggi la situazione è molto complessa e variegata, ma sono convinto che proprio la tipizzazione consentirà chiarezza e selezione, man mano che l’Autorità interverrà».
RED/Agipro