ROMA - Frode informatica ai danni dello Stato ed evasione erariale da oltre 150 mila euro: queste le accuse mosse dalla Procura di Napoli nei confronti di tre persone (Rosario Gabriele, Arturo Gabriele e Vincenzo Labbra), al termine di una articolata indagine che ha visto la collaborazione della Guardia di Finanza. Gli uomini delle Fiamme Gialle nel corso dell’operazione “Fake Slot” hanno rilevato la presenza di 24 slot, dislocate in diversi bar dell’hinterland napoletano, che avevano una scheda “doppione”, che grazie a un timer o a un telecomando, consentiva di non registrare sulla rete dei Monopoli di Stato gran parte delle giocate: le somme complessive non rilevate dal totalizzatore sono superiori al milione di euro, con un’evasione del prelievo erariale di oltre 150 mila euro. Per Rosario e Arturo Gabriele (rispettivamente zio e nipote) sono scattati gli arresti domiciliari, in quanto ritenuti promotori e organizzatori della frode, per Labbra ritenuto semplice partecipante è stato emesso un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, infine è stato sequestrato “per equivalente” un immobile a Portici dal valore stimato di 150 mila euro.

PG/Agipro