ROMA - C’era un impianto motivazionale «solido e coerente» alla base degli arresti domiciliari confermati dal Tribunale del Riesame di Potenza ad aprile 2017 nei confronti di Salvatore De Lorenzis, uno dei titolari della M.Slot di Racale, accusato di associazione a delinquere con l’aggravante della transnazionalità. È quanto si legge nelle motivazioni della Cassazione pubblicate oggi sulla vicenda che ha coinvolto la società di giochi, commissariata del Prefetto di Lecce lo scorso anno per rischio di infiltrazioni mafiose. «Deve ritenersi - si legge nella decisione della Cassazione - che la valutazione della gravità indiziaria operata sia dal G.I.P. sia dal Tribunale del Riesame non presti il fianco a censure di illogicità, incoerenza o contraddittorietà», visto il ruolo di supervisore dell’imputato nel gruppo finito sotto accusa. Le censure sollevate dai legali di De Lorenzis, comunque, «potranno eventualmente essere approfondite nello sviluppo del procedimento penale in corso», ma nella fase cautelare «il giudizio del Tribunale sulla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza non presenta affatto profili di illegittimità». LL/Agipro