ROMA - La Procura di Trento riapre il caso Pantani. Venticinque anni dopo, si torna a indagare sull’esclusione per doping dal Giro d’Italia del 1999. Una vicenda – riferisce l’Ansa - sui cui aleggia ancora l’ombra della camorra, sospettata di aver alterato le analisi del sangue per favorire un giro di scommesse clandestine basate sulla sconfitta del Pirata al Giro d’Italia. In sostanza, l’esclusione del campione avrebbe evitato alla criminalità di pagare vincite per diversi miliardi di lire. Un’ipotesi che – malgrado le indagini – non aveva mai trovato solidi riscontri investigativi.
L’ipotesi del complotto era già stata formulata dalla Procura di Forlì nel 2014, ma l’inchiesta fu archiviata due anni più tardi perché il reato di “associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva” è ormai prescritto. Ora la Procura di Trento ha riaperto il caso: il fascicolo è un modello 44, ossia senza titolo di reato e senza indagati. L’inchiesta, avviata l’anno scorso, prende spunto dall’esito della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle mafie, nel corso della quale è stato ricostruito il presunto complotto della camorra per manomettere le analisi del sangue del Pirata.
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