ROMA - Nel corso dell’open hearing, è emerso poi il tema della comunicazione dei giochi, attualmente bloccata dal Decreto Dignità, che «farà parte delle nostre considerazioni future» ha sottolineato Minenna. Già sul finire dello scorso anno, un progetto di studio sul nuovo Totocalcio era stato approntato da palazzo Chigi e Monopoli di Stato. Qualche mese prima, la legge di bilancio aveva modificato alcune regole: le percentuali di “pay-out” (il montepremi) erano passate dal precedente 50 al 75%. Il compenso del concessionario era stato fissato al 5 per cento, mentre a “Sport e Salute” era stato assegnato il 12 per cento degli incassi. Invariata la commissione per il punto vendita, la storica “ricevitoria”, pari all’8 per cento della raccolta. Quello che mancava, e ancora manca, alla nuova schedina è una formula in grado di rilanciare l’interesse dei giocatori che seguono il calcio e amano prevedere l’esito delle partite, ormai totalmente assorbiti dalle scommesse sportive. Per questo, lo scorso anno si era pensato ad una schedina 7+7, cioè 7 risultati fissi più 7 combinazioni nel primo tempo. Il progetto è rimasto nel cassetto da allora, adesso si torna a discutere di un “nuovo” Totocalcio.

NT/Agipro