ROMA - Sono stati preclusi dall'aula del Senato i tre ordini del giorno sui giochi presentati durante l'esame del decreto Milleproroghe, a cui ieri sera è arrivata la fiducia di Palazzo Madama. Il primo, quello della senatrice Paola Pelino (FI) impegnava il Governo a prorogare «di un anno il termine del 1° gennaio 2017» previsto dalla legge di stabilità 2016, secondo cui «possono essere rilasciati solo nulla osta per apparecchi che consentono il gioco pubblico da ambiente remoto». Quello di Daniela Donno (M5S) impegnava «il Governo a procedere a una definitiva attuazione di quanto previsto dalla normativa» riguardo la «definizione del sistema di valutazione dei funzionari di gara», nelle nomine dei componenti le giurie di trotto e galoppo, «tenendo conto e nel rispetto concreto dei criteri di efficienza ed economicità, secondo modalità che assicurino un’equa distribuzione territoriale». Infine, l'ordine del giorno di Maria Spilabotte (PD) chiedeva di «valutare l’opportunità, per quegli operatori che abbiano aderito alla sanatoria» per i centri scommesse collegati a bookmaker esteri «in maniera rilevante ovvero che abbiano presentato un’istanza di regolarizzazione di almeno 700 centri di una proroga per il perfezionamento delle adesioni delle istanze già presentate, di almeno 60 giorni dalla data prevista dalla normativa». FP/Agipro
Milleproroghe, il Senato dice no ai tre ordini del giorno sui giochi