ROMA - Nella sala giochi "Asd biliardi Sud", nella zona sud di Messina, controllata da Salvatore Sparacio, uno dei capi clan arrestati oggi a Messina nell'operazione antimafia "Provinciale", si tenevano veri e propri summit mafiosi e si praticava il gioco d'azzardo, attraverso personal computer collegati a piattaforme di scommesse on line con sede all'estero d imponendo l'utilizzo delle medesime piattaforme software e delle stesse video slot ai vari gestori locali. Il 46enne, nipote dello storico boss Luigi, poi divenuto collaboratore di giustizia, svolgeva i suoi affari in accordo con il boss Giovanni Lo Duca e poteva vantare consolidati rapporti con dirigenti maltesi del settore, tanto da spuntare provvigioni del 40% sugli incassi delle scommesse. Proprio tale altissima remuneratività costituiva la ragione per cui Lo Duca e altri, come il gruppo Santapaola, individuassero in Sparacio la testa di ponte per accedere a tale settore: noti marchi di scommesse abbiano avuto accesso al territorio messinese proprio perché introdotti dal boss di Fondo Pugliatti. 

RED/Agipro