ROMA - Ridimensionare la sanzione per evitare perdite per l'erario, il licenziamento dei dipendenti e le difficoltà per la distribuzione degli apparecchi da gioco che tornerebbero sul mercato. È la richiesta dei legali di Global Starnet nel processo di revocazione in Corte dei Conti contro le sanzioni disposte nel 2015 dai giudici contabili.
«Lo Stato non prenderà mai 335 milioni se la sentenza di secondo grado fosse confermata - sostiene Global Starnet - 300 dipendenti saranno licenziati e sorgerebbero difficoltà anche per trovare per gestire le 65 mila slot e le 8mila vlt che attualmente appartengono alla società. Ottanta milioni di euro al mese di imposte versate verrebbero persi; si prevedono poi tempi lunghi, almeno quattro mesi, per concludere la riassegnazione degli apparecchi. Complessivamente, la perdita per lo Stato andrebbe dai 240 ai 320 milioni. Senza contare che, se la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo accogliesse le nostre ragioni, si parlerebbe di 500-600 milioni di danni». Global Starnet chiede dunque «un forte ridimensionamento della condanna: una sanzione dai 30 ai 50 milioni sarebbe comunque una somma altissima, ma eviterebbe perdite ulteriori per società, dipendenti ed erario. Con una condanna più giusta nessuno si farebbe male e lo Stato ne trarrebbe beneficio».
LL/Agipro