ROMA - "I reati con cui ci confrontiamo maggiormente in Procura federale riguardano illeciti, mancanza di pagamento, fallimenti, bagarinaggio e scommesse. Le difficoltà maggiori riguardano proprio queste ultime". È quanto ha dichiarato il procuratore Figc, Giuseppe Pecoraro, durante il convegno "Le azioni di contrasto al match fixing: un impegno primario" in corso a Roma. "Non abbiamo una polizia giudiziaria, possiamo prendere iniziative "penali" soltanto se ci sono esposti. La notizia relativa alla scommessa è semplicemente un "flusso anomalo", mentre con l'esposto c'è la configurazione del reato, sappiamo cosa valutare. Con le scommesse è più difficile perché dobbiamo cercare chi ha scommesso e capire come si è scommesso. Poi dobbiamo informare l'autorità giudiziaria e aspettare i loro eventuali sviluppi. Abbiamo solo la notizia del flusso anomalo, ma non la configurazione del reato, non sappiamo nulla sull'eventuale reato né chi l'abbia commesso. Dipendiamo dunque dall'attività giudiziaria ed è difficile avere un esito chiaro. Serve nuovo sistema o convenzione, se la richiesta di notizie possiamo farla alle squadre mobili, chiediamo attenzione, un nucleo dedicato alle scommesse. Ci sarebbero professionalità specializzate e riferimenti a cui rivolgerci, sarebbero preziosi. Inoltre nell'unità Uiss non ci sono membri della procura, bisognerebbe inserirne uno". LL/Agipro
Match Fixing, Pecoraro (procuratore FIGC): «Dipendiamo troppo dall'attività giudiziaria, servono regole nuove»