ROMA - "Come Paese siamo disponibili a presentare una risoluzione da far approvare alla Conferenza degli Stati delle Nazioni Unite a Vienna, a novembre, sul contrasto alla corruzione nel mondo dello sport con il sostegno di organismi internazionali". È quanto ha dichiarato Alfredo Maria Durante Mangoni, Ministro Plenipotenziario e Coordinatore delle Attività Internazionali Anticorruzione del Ministero degli Affari Esteri, durante il meeting "Anti Match Fixing Formula" in corso a Roma.
"Lo sport è il laboratorio primario per il contrasto alla corruzione alla creazione di un ordinamento giuridico di livello. La corruzione nello sport è un disvalore etico, e deve affermare valori come lealtà e onestà. Lo sport richiede applicazione di tutti i soggetti", ha continuato.
"Il tema è nel gruppo anticorruzione del G20. L'Italia porta avanti un approccio olistico, che tiene conto cioè di più fattori che riguardano il fenomeno: scommesse, sponsorizzazioni, governance, eventi, prevenzione delle infiltrazioni criminalità e altro. Uno degli aspetti notati è la fallacia della sola autoregolamentazione delle federazioni sportive. Serve bilanciare la loro autonomia con interventi ordinamentali e di supporto da parte delle istituzioni. A livello internazionale cresce la consapevolezza che la lotta non può prescindere dalla prevenzione e dall'analisi del rischio. La Convenzione di Macolin è stata uno dei primi strumenti, una misura fondamentale per uno standard armonizzato tra i diversi paesi". Al momento, conclude Mangoni "Il Ministero degli Esteri sta affiancando il Coni per le linee guida sull'integrità in modo da collegare le pratiche internazionali all'autoregolamentazione".
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