ROMA - Un nuovo quadro normativo per preservare l’integrità nel mondo dello sport. È quanto hanno chiesto al Governo Maltese la Malta Football Association, la Polizia di Malta, l’Avvocatura dello Stato e la Malta Gaming Association, presentando un progetto di legge congiunto. L’attuale legislazione in materia, fanno notare i diversi appellanti, è risalente agli anni ’70 e non tiene conto della rivoluzione digitale messa in moto dall’avvento di Internet. Tra le misure del provvedimento inoltrato all’esecutivo sono contenute pene più severe per atleti e arbitri che si macchino del reato di corruzione, così come saranno più aspre le sanzioni per i club coinvolti in episodi di match fixing. Il progetto di legge ha ricevuto consensi bipartisan tra i parlamentari maltesi, disposti a votare al più presto la proposta: «Crediamo che regole più severe siano un deterrente più efficace, anche perché in molti casi, quando si parla di match fixing, c’è di mezzo la criminalità organizzata» ha spiegato il sottosegretario allo sport Chris Agius. RED/Agipro