ROMA - «L'Italia è sicuramente tra i Paesi che reagiscono di più» per arginare il fenomeno del calcioscommesse. «Abbiamo diversi casi e sono aumentati nell'ultimo periodo, proprio perché c'è un'attenzione maggiore anche da parte della polizia, che in molti Paesi non c'è, perché nella scala delle priorità le partite truccate non sono una priorità». Così Daniela Giuffrè, autrice del libro 'Game Over', vicequestore aggiunto della polizia in missione da più di cinque anni a Lione al segretariato generale dell'Interpol, responsabile dell'unità Integrità nello sport. «Con l'andare avanti di diverse indagini, si è scoperto che la criminalità organizzata è sempre più interessata a questo fenomeno, arrivando anche alla criminalità transnazionale», ha spiegato, prima di ricevere un riconoscimento speciale per il libro durante la cerimonia del 'Premio Gianni Brera - Sportivo dell'anno. «In tutto il mondo e non solamente in Italia scopriamo che ci sono gruppi criminali che appartengono a diversi Paesi, che i soldi per corrompere i nostri atleti vengono soprattutto dall'Asia, con scommettitori nei Balcani, a Malta e anche in Italia, che ovviamente puntano su questo business», ha continuato il vicequestore Giuffrè. «Possiamo affermare tranquillamente, senza smentita, che lo sport truccato, perché anche il tennis e il cricket stanno passando dei guai, è diventata la nuova frontiera del crimine organizzato. Fare soldi e pulire soldi è diventato estremamente facile attraverso le scommesse sportive», ha concluso Giuffrè. RED/Agipro
Match-fixing, Giuffrè (Interpol): «È la nuova frontiera della criminalità organizzata, in Italia grande attenzione sul fenomeno»