ROMA - «Il match fixing è un altro problema di grande importanza: sorge la necessità» di vietare «le scommesse sulle competizioni sportive delle categorie minori, non solo per il calcio, ma per qualunque sport. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, nel corso di un'audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico. «L'esperienza giudiziaria ha insegnato che, molto spesso, le mafie - al fine di accrescere il consenso sociale sul territorio in cui esercitano il controllo - tendono ad acquisire società sportive», soprattutto «appartenenti a categorie minori. Acquisire una società sportiva, rafforzarla e fare in modo che possa vincere rappresenta un grande prestigio per l'organizzazione mafiosa e moltiplica il consenso sociale», ha spiegato De Raho. «Il soggetto che gestisce questa società ha un unico obiettivo: raggiungere un arricchimento». Per questo, «è pronto ad accordarsi al fine di modificare il risultato della competizione», ha spiegato De Raho, sottolineando quindi «l'esigenza effettiva di non consentire le scommesse sulle competizioni sportive delle categorie minori», dove il rischio di infiltrazioni criminali «si moltiplica. D'altro canto, non c'è neanche una grandissima esigenza di ammettere alle scommesse competizioni sportive di questo tipo».
MSC/Agipro
Lotta al match fixing, De Raho (Antimafia): "Sui piccoli club l'ombra della criminalità organizzata, vietare le scommesse nelle serie minori"