ROMA - «È assolutamente necessario farsi carico del problema della corruzione nel mondo dello sport per per enorme importanza che questa attività, in tutte le sue forme, ha nella vita quotidiana della popolazione e nello sviluppo sociale. Governo, ministero dello Sport, Coni e Autorità nazionale anticorruzione hanno messo in piedi un tavolo sulle norme esistenti e su quelle da emanare per combattere questo fenomeno». Lo ha detto il presidente dell'Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, intervenendo al forum Siga Sport Integrity, ospitato nel salone d'onore del Coni a Roma. «La corruzione in tutte le sue forme, quelle 'off the field' che riguardano l'organizzazione dei grandi eventi e la realizzazione degli impianti e infrastrutture e quelle 'on the field' che coinvolgono lo svolgimento delle gare e gli attori in campo, come il doping e il match fixing - ha spiegato Cantone - minano alla base la credibilità il ruolo dello sport e per tutte serve normativa specifica, al di là di quella penale». «Nel 2014 sono stati emanati in Italia meccanismi che dovrebbero evitare fatti corruttivi nella costruzione delle infrastrutture. Su questo - ha concluso - c'è già un'esperienza in corso, riguardante le Universiadi 2019 a Napoli per renderle un evento 'corruption freè, grazie ad un massimo controllo sulle gare d'appalto per le ristrutturazioni degli impianti». RED/Agipro
Match fixing, Cantone (pres. Anac): «Serve normativa specifica contro la corruzione nello sport»