ROMA - Uffici federali dedicati, accordi con le forze dell’ordine, formazione dei calciatori. La Federazione calcistica spagnola scende in campo contro il match-fixing. Alfredo Lorenzo Mena, direttore Integrity della Real Federación Española de Fútbol (RFEF), spiega in quest’intervista ad Agipronews le linee di azione anti-frode.
Lorenzo, qual è la strategia anti-match fixing della federcalcio spagnola?
Da quando Rubiales è stato eletto presidente, nello scorso maggio, la Federcalcio spagnola ha preso molto sul serio la questione. Il primo segnale concreto è stato – appena due settimane dopo l’elezione - la creazione di una vicepresidenza per l’integrity, affidata a Ana Munoz. In agosto, è stato poi creato l’ufficio per l’integrity e la sicurezza, successivamente il Consiglio federale ha approvato un piano per l’integrity. A livello più strettamente operativo, diverse azioni sono state messe in campo: sessioni di formazione per giocatori, allenatori e arbitri, report inviati alla polizia e accordi con gli stakeholder del settore scommesse, oltre alle intese con le agenzie di investigazione. Insomma, l’azione principale consiste nella forte determinazione a difendere gli eventi sportivi e la famiglia del calcio in tutti i modi possibili.
Il fenomeno del match-fixing è ancora presente nel calcio spagnolo, a qualche anno dal clamoroso caso di Saragozza-Levante (decine di calciatori finirono sotto inchiesta, ndr)?
Sì, sfortunatamente esiste ancora, come d’altronde in molte altre nazioni. E’ un errore pensare che uno Stato possa essere immune dalla minaccia: quello che stiamo facendo è implementare misure per proteggere e monitorare meglio. Ma non dobbiamo essere ingenui e pensare che il problema sia ormai passato. Tutte le competizioni sportive, ovunque nel mondo, possono essere un obiettivo per i criminali.
La Federcalcio spagnola ha istituito un protocollo di scambio informazioni con il regolatore del gioco e con la polizia, così da tenere sempre sotto controllo gli eventi e lanciare “alert” tempestivi?
Sì, siamo costantemente in contatto con il DGRG (la direzione giochi del ministero delle Finanze, ndr) e con le due forze dell’ordine, la Polizia Nazionale e la Guardia Civil. Pochi giorni fa abbiamo firmato un accordo con la Guardia Civil e stiamo per fare la stessa cosa con gli altri due organismi.
State anche insegnando ai calciatori spagnoli ad evitare i possibili rischi?
Questo è uno dei punti del programma, la formazione come strumento di consapevolezza e deterrenza. Abbiamo già cominciato quest’anno ma l’obiettivo per la prossima stagione è estendere la formazione a tutti i giocatori di tutti i club spagnoli, diffondendo lo stesso messaggio a livello nazionale. NT/Agipro