ROMA - “La cittadinanza di impresa è un concetto sviluppato negli ultimi trent'anni. A questo si è aggiunta la responsabilità sociale di impresa. I cittadini sono titolari di diritti e di beni forniti dallo Stato, contestualmente hanno il dovere di contribuire agli interessi comuni”. Così Alberto Martinelli, docente all’Università Statale di Milano, durante la presentazione del Rapporto di cittadinanza di Snaitech. «Questi diritti e doveri possono essere traslati sulle imprese: fra i diritti la libertà di intraprendere e perseguire obiettivi aziendali, libera concorrenza, opportunità di profitto - ha spiegato Martinelli - Tra i doveri ci sono il rispetto della legge e delle norme fiscali, ma ci sono anche i doveri verso il raggiungimento degli obiettivi comuni. Oggi a imprese e Ong viene chiesto di supplire a obiettivi comuni, ad esempio si parla di privatizzazione del welfare. Ma questo succede anche per le politiche ambientali. Stessa cosa per gli obiettivi di sviluppo sostenibile, l'educazione, o la salute. Serve parità dei diritti e dei doveri per le imprese come per i cittadini, in questa logica rientrano lo sviluppo del welfare aziendale, ma anche verso l'esterno con contributi verso consumatori, clienti e comunità in cui svolgono la propria attività”. PG/Agipro
Rapporto di cittadinanza Snaitech, Martinelli (Univ.Milano): «Le aziende, come i cittadini, devono soddisfare interessi comuni»