ROMA - Dovrà rinunciare a scommesse e slot machine una sala di Martignacco, in provincia di Udine, in base alla legge del Friuli Venezia Giulia contro la ludopatia che per le attività di gioco prevede una distanza di almeno 500 metri da luoghi sensibili come scuole e chiese. La decisione arriva dal Tar regionale, sul ricorso presentato contro il Comune dalla società titolare del locale, risultato troppo vicino a una banca. La società aveva presentato la Scia per l'avvio dell'attività a dicembre 2021, rilevando la precedente gestione che già gestiva la raccolta di gioco. Proprio il subentro della nuova azienda risulta decisivo per lo stop disposto dall'Amministrazione: la legge regionale del 2014 si applica immediatamente alle nuove attività di gioco, mentre quelle già operative alla sua entrata in vigore possono proseguirla fino alla scadenza delle concessioni governative. Il subentro alla gestione del bar in questo caso è stato considerato nuova attività a tutti gli effetti: questo perché, sottolinea il Tar, l'azienda cessionaria era stata cancellata dal registro delle imprese a ottobre 2021, mentre la nuova Scia è stata presentata due mesi dopo. «La SCIA presentata oltre ben due mesi dopo la cessazione della precedente attività non può per ciò solo essere qualificata in termini di prosecuzione della precedente attività né di subentro - conclude il Tar - Essa deve essere riferita all’apertura di una “nuova attività”, con conseguente integrale e immediato suo assoggettamento al nuovo regime vincolistico» stabilito dalla legge regionale.
LL/Agipro
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