ROMA - Colpire le sale da gioco per trovare i 3,4 miliardi che Bruxelles chiede con insistenza all’Italia. La soluzione di mediazione, secondo quanto riporta il quotidiano la Repubblica, sarebbe il frutto di intensi colloqui nelle ultime ore tra Palazzo Chigi, Tesoro ed esponenti della maggioranza, e offrirebbe la possibilità di limitare, se non di annullare del tutto, l'intervento sulle accise che nella seconda lettera di Padoan a Bruxelles dei giorni scorsi era quantificato in 1,5 miliardi. Il piano del governo prevede di introdurre una tassa secca sui circa 96 mila punti vendita (69 mila bar e tabacchi e 29.600 sale di vario genere dedicate al gioco), che – riporta il quotidiano - servirebbe da deterrente allo sviluppo dell’offerta, porterebbe molti esercizi a rinunciare all'attività e sarebbe un freno alla ludopatia. Il decreto che interviene con la tassa speciale sulle sale gioco – il cui gettito è stimato in 1,5 miliardi di euro - dovrebbe essere varato, nelle intenzioni del governo, in aprile, in prossimità del varo del Def, il Documento di economia e finanza.
NT/Agipro